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Un viaggio in aereo, destinazione Trapani. Motivi di lavoro.
All'aeroporto è pronto un taxi per arrivare in città. Il tassista è marsalese.
E' gentile, carica e parte verso il capoluogo. Arriva fa scendere i suoi
passeggeri che si occupano di un progetto legato ad un ente di formazione. Uno
dei più importanti, l'Ial. E' lo scorso 18 giugno sono le 19,30. Bisogna pagare.
Quanto? 38 euro. Birgi- Trapani costa così tanto almeno è quello che dice e che
fa pagare il tassista. Ma quella ricevuta sale fino all'Ial e finisce nelle mani
del suo direttore Peppe Carpinteri, che da consigliere comunale di Trapani ha
aperto una vertenza politica sulla gestione dei taxi. E' riuscito a far
regolamentare la loro attività con tariffe certe. Gli stessi taxi hanno assunto
una disciplina anche esterna da città europea. Prima ognuno faceva da sé.
Carpinteri è pronto a tornare all'attacco: "E' assolutamente vergognoso. Ci
riempiamo la bocca di sviluppo turistico e poi trattiamo, anzi, trattano la
gente come un pollo da spennare. 38 euro per essere accompagnati a Trapani da
Birgi. Stiamo scherzando? Il tassista è marsalese ma credo che Marsala faccia
parte dell'Italia, della Sicilia e della provincia di Trapani. E' uno
spostamento che non può superare il costo di 18 euro. Questo dice il nostro
tariffario. Siamo di fronte a comportamenti che devono essere denunciati e
superati con un'azione di controllo efficace. Nessuno può permettersi di
penalizzare il nostro territorio con iniziative del genere. E' forse arrivato il
momento di riaprire la vertenza taxi" |